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  • Gola Gola ! Food and People Festival a Parma
  • Il 10, l'11 e il 12 giugno oltre 100 eventi in programma, showcooking, street food, tour dell’arte e del buon gusto, cultura e intrattenimento. Parma si trasforma in un Festival per tutti i gusti, attraverso 4 aree tematiche, di cui 3 in città.

  • Chi risiede su un territorio spesso conosce intimamente il suo valore, ma ciò che è importante è che questo valore possa essere trasferito all’esterno

    Nasce da questa considerazione l’idea del Gola Gola! Food&People Festival oggi progetto concreto e pronto alla sua prima edizione.

    Una considerazione nata oltre due anni fa dalla consapevolezza che Parma e il suo territorio ha un VALORE legato ad un asset portante del tessuto economico, che è quello dell’agroalimentare e dalla convinzione, nonchè necessità, di rivedere le strategie di sviluppo territoriale, proprio partire da quel valore ponendolo come perno di sviluppo delle scelte future.

    Il turismo, che è una delle leve più immediate rispetto ad altre, per contribuire alla veicolazione di questo valore, ed è soprattutto attivabile con risultati misurabili anche nel medio breve periodo, è stato lo strumento individuato.

    “Tra i grandi eventi, il festival ci è sembrato quello più indicato, in quanto capace, non solo di comunicare il valore del territorio all’esterno e quindi di attrarre turisti, ma anche di comunicare all’interno, ai residenti un nuovo senso di orgoglio e appartenenza” afferma Arturo Balestrieri Presidente del Comitato Promotore del Gola Gola! Food&People Festival.

    “La genesi di questo progetto nel suo complesso è stata piuttosto innovativa. Siamo partiti infatti dal basso, dai privati, attraverso uno studio di fattibilità, commissionato da un gruppo di nomi di riferimento nell’'imprenditoria del territorio : Guido Barilla - Vittorio Bertazzoni - Guido Dalla Rosa Prati - Marco Ferrari – Francesco Mutti”

    Nello studio di fattibilità è emerso chiaramente che il modello vincente da perseguire era quello di progettare qualcosa di inclusivo, che potesse realizzarsi con l'apporto di tutti.

    Il festival è diventato il punto di partenza di un percorso più ambizioso, quello di “smuovere” le energie della città, di diventare una sorta di laboratorio, di team building che mettesse le basi per una collaborazione futura tra le varie realtà cittadine, anche su tematiche strategiche di più ampio respiro.

    “E in questo senso stiamo avendo delle risposte molto forti dal punto di vista della partecipazione”.

    Prima di tutto il programma del festival è stato generato dal lavoro di 4 gruppi creativi a cui hanno partecipato oltre 30 persone tra dipendenti, manager, titolari delle aziende che hanno aderito al comitato promotore del festival e, particolarmente importante: la disponibilità di oltre 400 volontari, di cui in gran parte giovani, che si sono messi a disposizione per accogliere i turisti e collaborare alla realizzazione della manifestazione.

    “Devo ammettere che oggi, un anno e mezzo dopo aver presentato il nostro studio di fattibilità alla città e aver costituito il comitato promotore del festival, a cui hanno aderito circa 50 realtà tra le imprese e istituzioni locali più significative, almeno in parte, abbiamo già raggiunto i primi obiettivi. Infatti, si è ricominciato a mettere al centro delle strategie l’agroalimentare e questo ha portato all’ottenimento del riconoscimento di Parma come Città Creativa della Gastronomia Unesco nel dicembre scorso e si è cominciato da più parti a parlare di squadra e di collaborazione tra pubblico e privato per un rilancio della città” continua Arturo Balestrieri.

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